VideoRegione: intervista a militare ammalato di leucemia
Intervista ad un ex militare ragusano che ha svolto servizio di guardia antiterrorismo presso la base us navy di Niscemi,PER 4 MESI,dopo poco si è ammalato di leucemia
RaiNews24: lo "scottante" radar di Niscemi
Niscemi, Sicila sud orientale. Cresce il timore della popolazione per il rischio inquinamento elettromagnetico. A causarlo la prevista installazione del Muos (Mobile User Objective System). Si tratta di tre grandi antenne circolari con un diametro di 18 metri che diventeranno (secondo un progetto approvato da anni) il cuore della stazione di telecomunicazioni della Marina militare statunitense che ha qui a Niscemi una base all'interno di un'area naturale. Una base in cui sono gia' operative decina di antenne. Secondo molti cittadini di Niscemi ed alcuni esperti, il Muos e le antenne presenti avrebbero un altissimo impatto ambientale mentre per altri studiosi il rischio per la salute sarebbe poco significativo. Nell'inchiesta abbiamo intervistato tutti i protagonisti della vicenda.
radio RTM
Radio rtm ha pubblicato un articolo che aggiorna la situazione del MUOS e specificatamente per ciò che riguarda la città di Modica e il suo spontaneo comitato.
Leggi: Cresce la mobilitazione contro il MUOS. Definito il programma delle attività del comitato di Modica.
radio rtm: cresce la mobilitazione contro il MUOS, definito il programma delle attività del comitato di Modica
Continua la mobilitazione del Comitato di Base No MUOS di Modica costituitosi lo scorso mercoledì 28 marzo, uno dei gruppi della rete dei comitati cittadini siciliani che si batte contro l’installazione, presso la Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi, delle tre antenne paraboliche del diametro di 20 metri che si integreranno al sistema militare di comunicazioni satellitari del Ministero della Difesa degli USA. Nella riunione organizzativa svoltasi ieri sera mercoledì 11 aprile al Circolo Di Vittorio di Modica Alta, i partecipanti hanno definito un programma intenso di attività di mobilitazione. Si procederà con una serie di incontri nelle prossime settimane presso le scuole della città con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e dei rappresentanti degli studenti per informare e sensibilizzare i ragazzi e le loro famiglie sull’affare MUOS e sugli effetti e i danni di questo mostro ecologico. Oggi una delegazione del Comitato modicano si unirà agli altri comitati siciliani al Palazzo della Città di Niscemi per la preparazione della manifestazione pubblica con musica, spettacoli, performance artistiche, conferenze e dibattiti che si svolgerà dal 29 aprile al 1° maggio proprio dentro la Riserva Naturale di Niscemi dove ci sono i lavori del MUOS. Intanto il Comitato ha chiesto e ottenuto di essere ricevuto il prossimo lunedì 16 aprile dal primo cittadino di Modica dott. Antonello Buscema al quale chiederà di schierarsi manifestamente contro la realizzazione dell’impianto di telecomunicazioni militari statunitensi, di farsi portavoce delle istanze di protesta dei suoi concittadini in seno al Comitato di 14 Sindaci della Sicilia area sud-orientale costituitosi ad hoc e che dovrebbe riunirsi il prossimo 27 aprile, di definire un programma di attività con il coinvolgimento della giunta comunale e della civica assise modicana, di chiedere ai Governi nazionale e regionale la sospensione dei lavori di costruzione dell’impianto militare e di convocare un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini per i prossimi giorni invitando tutti i rappresentanti politici della città e i deputati regionali e nazionali eletti in Provincia di Ragusa a partecipare. Nel frattempo, per far crescere la partecipazione, i membri del comitato hanno deciso di stabilire alcuni presidi con banchetti informativi per incontrare i cittadini modicani in luoghi pubblici e invitarli a sottoscrivere l’Appello No MUOS, a cominciare dalla sera del prossimo venerdì 21 aprile presso Via Grimaldi e fino alla mattina di domenica 23 in Piazza Monumento ai Caduti.
(fonte: radiortm.it)
inchiesta L'Espresso
Si segnala l'inchiesta de L'Espresso sul MUOS"In apparenza, un complesso di quattro enormi antenne. In realtà un'opera top secret fortemente voluta da Obama che permetterà di collegare dalla Sicilia tutti i reparti militari americani sparsi nel mondo. Per la realizzazione, a causa del segreto militare, non sono valse le regole contro le infiltrazioni criminali negli appalti. E sull'impianto ha messo le mani proprio un'impresa vicina a Cosa Nostra"
(da inchieste.repubblica.it)
Le foto
Cosche nei cantieri, come a Sigonella
Il MUOS: Quattro antenne e quattro satelliti
Elenco patologie
Elenco patologie favorite dalle onde elettromagnetiche
tumori al cervello
tumori alla vescica
tumori alla mammella
leucemie infantili
infarti
melanomi
linfomi
malformazioni fetali
sterilità
aborti
accellerazioni sviluppo cellule cancerogene
variazione sistema immunitario
vertigini
depressione
insonnia
Secondo il parere espresso:
dagli scienziati dell’agenzia per l’ambiente degli USA (EPA)
nello studio italiano del registo tumori di Varese
nel rapporto isisan dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
dalla Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (ICEMS)
nell’ultimo studio internazionale, pubblicato nel settembre 2000, finanziato dalla Comunità Europea
Il danno relativo all’inquinamento elettromagnetico generato non verrà risarcito in alcun modo
tumori al cervello
tumori alla vescica
tumori alla mammella
leucemie infantili
infarti
melanomi
linfomi
malformazioni fetali
sterilità
aborti
accellerazioni sviluppo cellule cancerogene
variazione sistema immunitario
vertigini
depressione
insonnia
Secondo il parere espresso:
dagli scienziati dell’agenzia per l’ambiente degli USA (EPA)
nello studio italiano del registo tumori di Varese
nel rapporto isisan dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
dalla Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (ICEMS)
nell’ultimo studio internazionale, pubblicato nel settembre 2000, finanziato dalla Comunità Europea
Il danno relativo all’inquinamento elettromagnetico generato non verrà risarcito in alcun modo
intervista a Peppe Cannella a cura di generazionezero.org
"… la Sicilia e il Mediterraneo non vanno ulteriormente militarizzati e vogliamo pensarli come luoghi di vita, pace e accoglienza. occorre subito bloccarei lavori del M.U.O.S. di Niscemi e avere maggiori garanzie scientifiche sull'impatto dei campi elettromagnetici creati da questo sistema di comunicazione militare americano..."
(intervista curata da Giulio Pitroso per generazionezero.org)
Che cosa è il M.U.O.S.?
Il MUOS è un sistema militare satellitare di comunicazione degli USA composto da 4 quattro stazioni di terra e da 4 satelliti che dovrebbe entrare in funzione entro il 2013. Ogni stazione di terra prevede tre paraboli basculanti a torre del diametro di circa 20 metri e due antenne alte 150 metri. A Niscemi (Caltanissetta), all’interno della Riserva Naturale “Sughereta”, la ground station è in fase di costruzione mentre in Virginia, in Australia e alle Hawaii le stazioni sono quasi ultimate. Uno dei quattro satelliti previsti (MUOS-1) è già stato lanciato in orbita da Cape Canaveral il 24 febbraio 2012.
Il MUOS è uno strumento di guerra assai costoso che serve a collegare le truppe e i mezzi di terra, di mare e di cielo (aeromobili) delle forze militari degli USA. Serve inoltre al movimento dei “droni”, aerei militari di ultima generazione senza pilota. I potenti campi elettromagnetici creati dal MUOS di Niscemi sono potenzialmente dannosi per la salute dell’uomo e della fauna: oltre ad homo sapiens anche i volatili e le api pagherebbero un caro prezzo. La stazione MUOS di Niscemi si trova ad un paio di chilometri dal centro abitato ed è ubicata all’interno di una Riserva Naturale di grande interesse naturalistico (Area SIC): le autorizzazioni rilasciate inizialmente dal Comune di Niscemi, poi dalla Regione Sicilia e sin dal primo minuto dal Governo Nazionale risultano incredibili e di una leggerezza inaudita. Non c’è traccia nelle relazioni tecniche dei pericoli di possibili incidenti e dei rischi degli errori di puntamento delle parabole. Non si evince la vicinanza dell’Aeroporto di Comiso (a soli 18 km) il cui traffico aereo potrebbe essere condizionato dai campi elettromagnetici creati dal MUOS. L’inquinamento elettromagnetico nell’area niscemese è già altissimo a causa di 41 antenne militari americane esistenti sin dal 1991 all’interno della “Sughereta”: il MUOS aggreverebbe ulteriormente la situazione e avrebbe un impatto pericoloso per un vasto comprensorio che comprende aree delle Province di Caltanissetta, Catania, Ragusa ed Enna. Le notizie tecniche sul MUOS sono volutamente lacunose in quanto strumento militare strategico USA: temiamo i suoi sciagurati effetti sull’uomo e sull’ecosistema di una vasta zona siciliana. La Sicilia e il Mediterraneo non vanno ulteriormente militarizzati e vogliamo pensarli come luoghi di vita, di pace e di accoglienza. Occorre bloccare subito i lavori del MUOS di Niscemi e avere maggiori informazioni scientifiche sull’impatto dei campi elettromagnetici creati da questo sistema militare. I territori e le loro comunità vanno coinvolti e tenuti informati: a loro tocca l’ultima parola..
Da quando si muovono i nuclei No Muos?
L’area No-Muos incomincia a muovere i primi passi circa 6 anni fa grazie all’impegno soprattutto di gruppi e comitati storici antimilitaristi della zona catanese e del giornalista-scrittore Antonio Mazzeo. Per anni le carte ufficiali del Muos di Niscemi sono state tenute “nascoste” nei cassetti e non solo della Regione Sicilia, ma in parte anche del Comune di Niscemi. Nel 2008 e negli anni successivi l’area di intereresse e di mobilitazione si allarga e nascono iniziative, cortei e un vero e proprio movimento No-Muos che ha come base la zona di Niscemi e che successivamente tende ad assumere sembianze pluri-polari con nuclei informali e talora organizzati nella varie province siciliane. Negli ultimi mesi sono nati o si stanno costituendo comitati No-Muos a Vittoria, Modica, Ragusa, Chiaramonte e si segnalano micro-gruppi attivi diffusamente in tutta la Sicilia. Recentemente anche vari Sindaci e consigli comunali e provinciali nisseni, ragusani, ennesi e catanesi iniziano a mostrare interesse per la questione MUOS. Complessivamente i deputati regionali e nazionali stanno continuando a disinteressarsi di questa vicenda: ciò appare scandaloso e rischia di creare una insanabile spaccatura tra classe politico-istituzionale e gente delle comunità. Attualmente l’area No Muos sta provando ad alzare il tiro mettendosi in rete, tenta di coinvolgere maggiormente i territori e la gente comune, fa pressione ai Comuni e senza sconti agli esponenti di partito e sta organizzando una grossa iniziativa per bloccare i lavori del MUOS il 29 e 30 Aprile e il 1 Maggio nei pressi della Riserva Naturale.
In provincia di Ragusa e in Sicilia che reazione ha la cittadinanza?
C’è una scarsa informazione sul MUOS di Niscemi. La gente comune, ma anche il mondo “dotto” dei mestieri e dei partiti appare spesso ignorante e poco attento alle vicende di questo impianto militare invasivo e dannoso. Solo da due-tre mesi appaiono nei media siciliani frequenti servizi ed articoli piu’ appropriati e questo grazie soprattutto al lavoro incessante dei comitati e del movimento No Muos. Da qualche mese circola pure una Petizione contro il Muos cartacea e on-line e ciò sta consentendo un maggiore coivolgimento delle persone. L’azione e la presenza “reale” di diverse associazioni ambientaliste è annotabile da qualche mese… Penso che la base di interesse e di azione NO MUOS sia in crescita e ciò fa ben sperare per i prossimi mesi. I collegamenti con altri movimenti analoghi sono appena all’inizio. Nell’ultimo corteo di sabato 31 Marzo a Niscemi si è vista qualche bandiera NO-TAV e in rete i contatti tra simpatizzanti e aderenti dei due movimenti stanno aumentando. Penso che l’area NO MUOS ha il dovere di fare una riflessione “politica” sulla necessità di costruire ponti virtuosi con i movimenti e i comitati che lavorano per la tutela dei beni comuni, a sostegno della pace e della non-violenza, per l’affermazione del consumo critico e solidale e di una economia civile ed inclusiva. Connettere, costruire relazioni e contaminazioni, sinergie appare fondamentale.
Intervista a Peppe Cannella (Comitato No Muos di Modica). A cura di Giulio Pitroso (generazionezero.org)
Super radar mostruosi fra la città e i campi
Tre trasmettitori dal diametro di venti metri e due torri radio di centocinquanta metri d’altezza. Un’installazione colossale che il Ministero della Difesa statunitense sta impiantando all’interno della Riserva Naturale “Sughereta” di Niscemi, in piena area SIC (Sito di Interesse Comunitario). E’ una delle quattro stazioni di terra che, insieme a quattro satelliti, costituiscono il MUOS (Mobile User Objective System), un sistema di comunicazioni satellitari per forze militari navali, aeree e terrestri. Secondo i tecnici di Lombardo il sistema emetterà quantità di onde elettromagnetiche di inferiori a quelle emesse dal sistema di telecomunicazioni della US Navy attualmente attivo a Niscemi. Per i professori Zucchetti e Coraddu del Politecnico di Torino la realizzazione del MUOS incrementerà invece le emissioni di onde nell’area.
Questo è solo uno dei tanti aspetti controversi e inquietanti della questione MUOS, che le inchieste di Antonio Mazzeo hanno recentemente portato alla luce. Il mostro è stato calato “dall’alto”. Nessun coinvolgimento dei cittadini.
Ma chi non ci sta si organizza. Anche in provincia di Ragusa si è costituito un Comitato No Muos a Vittoria e un altro è appena nato anche a Modica. Ne parliamo con Peppe Cannella, uno dei promotori.
Comitato di Base “No MUOS” a Modica: qual è l’idea di fondo che ha spinto a promuovere l’iniziativa?
Il Comitato nasce per coinvolgere in maniera diretta singoli cittadini .Occorre abbattere il muro di silenzio che si è creato attorno alla vicenda, puntare sulla divulgazione delle informazioni; aderire alle iniziative di lotta in programma a Niscemi e organizzarne di nuove anche in altri territori. Si riuscirà ad ottenere qualcosa solo se l’argomento sarà affrontato in più territori, fino a divenire di interesse regionale.
Quali sono gli aspetti del MUOS che vi preoccupano maggiormente?
L’area dove il MUOS sta sorgendo è soggetta a una forte militarizzazione, per cui le notizie che trapelano dalle relazioni tecniche americane sono molto parziali e carenti di dati importanti. Non si accenna ad esempio agli incidenti “di puntamento” che potrebbero verificarsi se, per cause imprevedibili, il fascio di onde venisse emesso verso il basso.
Dalla relazione dei professori Zucchetti e Coraddu emerge chiaramente che un incidente del genere provocherebbe danni evidenti sull’abitato di Niscemi, che si concentra in un raggio di sei chilometri dalle parabole. Ma non solo. I danni da esposizione prolungata ai campi elettromagnetici potrebbero verificarsi anche a distanze superiori agli ottanta chilometri, con un forte interessamento di moltissimi comuni limitrofi. Lo studio della Marina Usa non affronta minimamente i possibili effetti a lungo termine sulle popolazioni esposte ai campi elettromagnetici.
Dalla relazione del Politecnico risulta provato che il fascio emesso dalle parabole è altamente dannoso per i volatili e per gli insetti impollinatori come le api. Gli effetti dell’irraggiamento da MUOS anche a grandi distanze dall’impianto saranno devastanti e avranno ripercussioni sull’intera catena alimentare dell’area.
MUOS e aeroporto di Comiso. Che rapporto?
Inizialmente era previsto che il MUOS sorgesse presso la base militare di Sigonella. Da una relazione tecnica americana emerge che lo spostamento a Niscemi è avvenuto poiché le emissioni delle parabole avrebbero potuto interferire negativamente con gli strumenti di bordo degli aerei, mettendo in serio pericolo il traffico dello scalo. Se il MUOS entrasse in funzione si perderebbe ogni speranza sulla tanto attesa apertura dell’aeroporto di Comiso, a soli 18 chilometri dall’installazione.
Cos’ha visto nell’area dove il MUOS sta sorgendo? Che impressioni?
Abbiamo percorso circa quattro chilometri all’interno della riserva naturale prima di giungere all’area militare delimitata. L’impatto ambientale è già molto forte. Una collina sventrata, terrazzamenti, alberi sradicati, casermette in costruzione e tre giganteschi basamenti di cemento. Le torri sono già “impellicciate” con l’opportuna verniciatura che dovrebbe mimetizzarle.
È realistica l’idea di riuscire a fermare la realizzazione del MUOS? In fondo, si tratta di combattere contro il colosso americano.
Certo. Il coinvolgimento di quanta più gente possibile è fondamentale. Creare un movimento forte, che faccia delle azioni significative di lotta e di disobbedienza: è l’unico modo per riuscire a fermare i lavori e impedire un simile scempio.
Questo è solo uno dei tanti aspetti controversi e inquietanti della questione MUOS, che le inchieste di Antonio Mazzeo hanno recentemente portato alla luce. Il mostro è stato calato “dall’alto”. Nessun coinvolgimento dei cittadini.
Ma chi non ci sta si organizza. Anche in provincia di Ragusa si è costituito un Comitato No Muos a Vittoria e un altro è appena nato anche a Modica. Ne parliamo con Peppe Cannella, uno dei promotori.
Comitato di Base “No MUOS” a Modica: qual è l’idea di fondo che ha spinto a promuovere l’iniziativa?
Il Comitato nasce per coinvolgere in maniera diretta singoli cittadini .Occorre abbattere il muro di silenzio che si è creato attorno alla vicenda, puntare sulla divulgazione delle informazioni; aderire alle iniziative di lotta in programma a Niscemi e organizzarne di nuove anche in altri territori. Si riuscirà ad ottenere qualcosa solo se l’argomento sarà affrontato in più territori, fino a divenire di interesse regionale.
Quali sono gli aspetti del MUOS che vi preoccupano maggiormente?
L’area dove il MUOS sta sorgendo è soggetta a una forte militarizzazione, per cui le notizie che trapelano dalle relazioni tecniche americane sono molto parziali e carenti di dati importanti. Non si accenna ad esempio agli incidenti “di puntamento” che potrebbero verificarsi se, per cause imprevedibili, il fascio di onde venisse emesso verso il basso.
Dalla relazione dei professori Zucchetti e Coraddu emerge chiaramente che un incidente del genere provocherebbe danni evidenti sull’abitato di Niscemi, che si concentra in un raggio di sei chilometri dalle parabole. Ma non solo. I danni da esposizione prolungata ai campi elettromagnetici potrebbero verificarsi anche a distanze superiori agli ottanta chilometri, con un forte interessamento di moltissimi comuni limitrofi. Lo studio della Marina Usa non affronta minimamente i possibili effetti a lungo termine sulle popolazioni esposte ai campi elettromagnetici.
Dalla relazione del Politecnico risulta provato che il fascio emesso dalle parabole è altamente dannoso per i volatili e per gli insetti impollinatori come le api. Gli effetti dell’irraggiamento da MUOS anche a grandi distanze dall’impianto saranno devastanti e avranno ripercussioni sull’intera catena alimentare dell’area.
MUOS e aeroporto di Comiso. Che rapporto?
Inizialmente era previsto che il MUOS sorgesse presso la base militare di Sigonella. Da una relazione tecnica americana emerge che lo spostamento a Niscemi è avvenuto poiché le emissioni delle parabole avrebbero potuto interferire negativamente con gli strumenti di bordo degli aerei, mettendo in serio pericolo il traffico dello scalo. Se il MUOS entrasse in funzione si perderebbe ogni speranza sulla tanto attesa apertura dell’aeroporto di Comiso, a soli 18 chilometri dall’installazione.
Cos’ha visto nell’area dove il MUOS sta sorgendo? Che impressioni?
Abbiamo percorso circa quattro chilometri all’interno della riserva naturale prima di giungere all’area militare delimitata. L’impatto ambientale è già molto forte. Una collina sventrata, terrazzamenti, alberi sradicati, casermette in costruzione e tre giganteschi basamenti di cemento. Le torri sono già “impellicciate” con l’opportuna verniciatura che dovrebbe mimetizzarle.
È realistica l’idea di riuscire a fermare la realizzazione del MUOS? In fondo, si tratta di combattere contro il colosso americano.
Certo. Il coinvolgimento di quanta più gente possibile è fondamentale. Creare un movimento forte, che faccia delle azioni significative di lotta e di disobbedienza: è l’unico modo per riuscire a fermare i lavori e impedire un simile scempio.
di Enrica Frasca, ilclandestino.info
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